venerdì 29 marzo 2013

Tier 3: giù lo zolfo, su il prezzo della benzina USA?

L'EPA ha in cantiere una proposta (tier 3) per l'irrigidimento degli standard sui contenuti di zolfo nella benzina USA, che potrebbe passare da 30 ppm a 10 ppm (N.B. in UE la quantità di zolfo consentita nella benzina è pari a 0 dal 2009, vedi qui). La mossa sembra essere fortemente sostenuta dall'amministrazione Obama.

Le reazioni dell'industria petrolifera americana non si sono fatte attendere: l'American Petroleum Institute (API), principale rappresentate dell'industria dell'O&G a Washington, ha rispolverato uno studio del 2011 nel quale si asseriva che tale misura potrebbe portare ad un aumento dei costi della benzina stimabili in 9 cent$/gallone. E, sempre secondo l'API, se al Tier 3 si sommano le misure legate ai RIN (vedi mio post su Rinsanity), il conto per l'automobilista americano potrebbe salire a 25 cent$/gallone.  Altri studi, come quello commissionato dalla National Association of Clean Air Agencies (NACAA),  sostengono che l'aumento sarà nell'ordine di 1 cent$/gallone.

A prescindere dal costo finale per i consumatori, è legittimo attendersi una stagione di ulteriori grandi rivoluzioni per il sistema raffinativo USA.




martedì 12 marzo 2013

Biocarburanti e prezzi benzina USA

I Renewable Identification Number (RIN) credits, questi sconosciuti. In breve, si tratta di ethanol credits, che raffinatori e distributori di carburanti possono comprare per rispettare le limitazioni imposte dallo US Renewable Fuel Standard (RFS)del 2007; i RIN sono collegati ad ogni gallone di etanolo prodotto, per essere poi separati quando l'etanolo è mescolato con la benzina: in questo modo, se un raffinatore possiede più RIN di quanti richiesti dalla RFS per l'anno in corso (ergo, ha messo più etanolo nella benzina di quanto richeisto dalla normativa vigente), può vendere credits sul mercato, che possono essere acquistati da altri raffinatori. Per il 2013, l'RFS impone di miscelare 13,8 mld. galloni (51 mld. ltr) di etanolo corn-derived nella benzina distribuita in USA.

In questo post, da cui l'estratto copiato, trovate una spiegazione più articolata dei RIN :

"RINs are the basis of the accounting system created by the Environmental Protection Agency (EPA) for use in enforcing the fuel mandates outlined under the RFS2. A RIN is a 38-digit number assigned to each gallon or batch of renewable fuel produced or imported into the U.S. Each RIN travels through the supply chain with the biofuel it is associated with until it is separated, at which point the RIN can be applied towards the mandate of an obligated party (fuel blender) or traded among other obligated parties or speculative traders, potentially for application towards the mandate at a future time. Thus, the RINs system allows obligated parties to meet their individual mandates by applying RINs representing biofuels which they have physically purchased and blended, or those which were purchased from another party through RIN trading".

Fino a fine 2012, i RIN venivano scambiati a prezzi che oscillavano intorno ai 0,05 $/gallone. Negli ultimi 3 mesi, il prezzo è aumentato costantemente: 0,26 $/gallone in febbraio, 0,7 $/gallone in marzo. Insomma, un incremento del 1400% da inizio anno, che ha portato gli analisti dell'OPIS a parlare di "RINsanity".


Secondo il FT, che ha dedicato un paio di pezzi alla questione, le ragioni alla base dell'impennata dei prezzi dei RIN sono da ricercare nella mancanza di capacità produttiva delle raffinerie di etanolo USA, che saranno in grado di processare soltanto 12,3 mld/galloni di biocarburanti quest'anno, ben al di sotto dei 13,8 imposti dal RFS. Stando a quanto riportato dal Platts, anche l'EIA si è detta preoccupata della mancanza di capacità di raffinazione negli USA

Bisogna però sottolieare che secondo alcune stime, ci sarebbero ancora l'equivalente in RIN di 2,5 mld./galloni di etanolo che non sono stati venduti nel 2012, e che possono essere sfruttati dalle petrolifere per rispettare i limiti imposti dal RFS.

 Ora, si chiederanno i pochi impavidi lettori che ci hanno seguito in questa discettazione su di un cambiamento che sta influenzando una parte piuttosto marginale del mercato dei carburanti, perché questa discettazione sui RIN?

Semplice: perché, come sostiene anche il management di Valero, se il prezzo dei RIN dovesse restare su questi livelli per i prossimi mesi si rifletterà sicuramente sul prezzo della benzina USA, e a farne le conseguenze saranno gli automobilisti americani.

lunedì 11 marzo 2013

Prezzi carburanti, possibilità per ulteriori riduzioni

Sono in calo costante ormai da oltre due settimane i prezzi internazionali di benzina e di gasolio con consegna nel mediterraneo, dopo i picchi raggiunti a metà febbraio (media di 660 cent.€/ltr gasolio, media di 650 cent.€/ltr gasolio). Come scrivevamo già la settimana scorsa, vi è quindi margine per un'ulteriore diminuzione di prezzi alla pompa dei carburanti nelle prossime settimane, dopo i (lievi) cali della settimana appena trascorsa.

giovedì 7 marzo 2013

Gas? No, grazie

Considerando la crisi economica che attanaglia il Paese e l'aumento esponenziale della penetrazione delle RES-E nel parco di generazione italiano, constatare che i consumi di gas naturale in Italia siano in caduta libera non dovrebbe sorprendere nessuno: stando a quanto riporta Staffetta Quotidiana, i consumi sono scesi a febbraio di un 18,4% rispetto allo stesso mese del 2012, del 2,4% rispetto al 2011. Scendono di conseguenza anche la (limitata) produzione nazionale e le importazioni, aumentano invece le erogazioni da stoccaggio.

In questo quadro piuttosto desolante per il panorama gas Italia, si vengono ad inserire due eventi che hanno avuto luogo nei giorni scorsi: da un lato, c'è stata l'interruzione delle forniture di gas libico verso l'Italia tra sabato 2 e martedì 5 marzo, in seguito all'attacco, da parte di miliziani armati, dell'impianto di trattamento di Mellitah operato da ENI e NOC. Come il MSE si è prontamente speso a sottolineare, l'interruzione delle forniture attraverso il gasdotto GreenStream non ha costituito un problema per il rifornimento del mercato del gas italiano. 

L'altro evento degno di essere menzionato è il ping-pong di cargo GNL tra il rigassificatore di Rovigo e quello di Huelva in Spagna: secondo Argus, il 6 di marzo una nave metaniera proveniente dal Qatar è stata rediretta dal terminal veneto verso quello andaluso, e potrebbe essere solo il primo di una serie di carichi che subiranno la stessa sorte. 

E dicevano che l'Italia non sarebbe mai potuto diventare un hub del gas nel Mediterraneo...


mercoledì 6 marzo 2013

Smontiamo le centrali nucleari


Il problema del decommissioning nucleare e del conferimento dei rifiuti radioattivi in depositi sicuri accomuna quasi tutti i Paesi del vecchio continente. L’Italia non fa eccezione: con 9 siti da bonificare, di cui 4 ex-centrali elettronucleari, la sfida che si para di fronte a Roma è tecnologicamente e politicamente complessa. Dal punto di vista tecnologico, la soluzione a tale problema è stata creata nel 1999 e si chiama Sogin.

La società, oggi al 100% controllata dal MEF, prevede di investire nel prossimo ventennio ca. 6,5 miliardi di € in opere di smantellamento, gestione dei rifiuti nucleari e nella realizzazione di un Deposito Nazionale dei rifiuti di basso e medio livello e di un Parco Tecnologico.

La notizia è che nei prossimi mesi ISPRA, authority che vigila pro-tempore sul settore delle bonifiche nucleari, indicherà a SOGIN quali sono i criteri per decidere sul siting del deposito nazionale. SOGIN dovrà poi individuare le zone più papabili per accogliere il deposito. Insomma, si procederà a sondare gli umori di quei territori che, in un momento di congiuntura economica molto sfavorevole, saranno interessati ad ospitare investimenti molto ingenti ( ca 2,5 miliardi di €) e soprattutto un polo tecnologico di prim'ordine. Si accettano suggerimenti sulle zone di Italia che potrebbero essere più interessate ad accettare la sfida. 


lunedì 4 marzo 2013

Prezzi della benzina giù dalla prossima settimana?


Sono incoraggianti le prospettive per i prezzi dei carburanti per la settimana entrante.

Dalla fine di febbraio sono in costante diminuzione i prezzi internazionali di benzina e gasolio (qui dati su SQ, a pagamento), favoriti peraltro dalla flessione del tasso di cambio. In leggera risalita invece i prezzi medi alla pompa in Italia nelle scorse settimane.

Ciò fa pensare che possano esserci dei cali in vista nei listini prezzi dei principali distributori già dai prossimi giorni.