Visualizzazione post con etichetta Gas. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta Gas. Mostra tutti i post

mercoledì 24 aprile 2013

Brent a 90$?

Citi insiste sulle posizioni espresse alcune settimane fa nel report "the end is nigh", di cui avevamo dato conto in questo post. Secondo Edward Morse, coautore del report e global head del commodity research group, il gas naturale potrebbe oggi sostituire circa 20 mln/bbl giorno di petrolio (su circa 90 mln/bbl di consumo mondiale), di cui 12 mln/bbl nel settore dei trasporti.


Se tale sostituzione dovesse avvenire, i ricercatori di Citi prevedono un spinta al ribasso sul prezzo del Brent, che potrebbe raggiungere i 90 $. 

martedì 2 aprile 2013

Domanda Oil, scende o non scende?

C'è un articolo interessante sul FT, firmato dall Global Head of Energy Strategy di Citigrup, Seth Kleinman, sulla crescita della domanda di petrolio negli anni a venire. La tesi centrale dell'autore è che i consumi petroliferi globali NON sono destinati a crescere nel lungo periodo, a dispetto del consensus in merito tra i big dell'industria energetica globale (giusto ieri, il ministro del petrolio Saudita Naimi sosteneva che la domanda di petrolio per il futuro è "solida", ma questa è un'altra storia).

La ragione? L'effetto sostituzione gas/petrolio. Secondo Kleinman, tale fenomeno, che stiamo iniziando a sperimentare in questi anni, diventerà sempre più marcato negli anni a venire, per via della continua diminuzione del prezzo del gas naturale, a sua volta legato alla c.d. shale revolution.

Interessanti sono i dati e le argomentazioni che Kleinman porta a sostegno della sua tesi. Tanto per cominciare, l'autore ridimensiona l'affermazione "more money, more car drivers" che viene spesso utilizzata come principale giustificazione della crescita futura (e presente) della domanda petrolifera in Cina e in altri mercati emergenti: l'affermazione è corretta, ma ciò che si tende spesso a dimenticare è che i bisogni degli automobilisti concorrono solo per il 25% ca. alla domanda di petrolio globale, come mostrato nella tabella sottostante (dati OPEC riferiti al 2010).

  
 
Molti operatori attivi nei settori diversi da quello Auto stanno sostituendo o hanno in programma di sostituire prodotti a base petrolifera con il gas naturale; negli USA, esempi possono essere trovati nell'aviazione, nella logistica (UPS e Fedex) e tra le stesse compagnie petrolifere, che sempre più spesso preferiscono far funzionare le proprie trivelle con motori a gas naturale. In UE, la Commissione ha annunciato un'ambiziosa strategia sui combustibili puliti, che potrebbe portare all'installazione di stazioni di rifornimento di GNL in tutti i 139 porti marittimi e interni della rete centrale transeuropea e alla creazione di una stazione di rifornimento ogni 400 km   lungo le strade della rete centrale europea. In Cina, le vendite di camion funzionanti a GNL rappresentavano l'8% del totale nel 2012; inoltre, anche in seguito ai pesanti fenomeni d'inquinamento che stanno affliggendo il Paese (e ben riassunti qui), il governo sta spingendo per una transizione verso combustibili più "puliti".      


La tesi è indubbiamente interessante, e Kleinman non è certo l'unico a sostenere che a breve potremmo vedere il picco della domanda petrolifera. Restiamo sintonizzati, fiduciosi che il dibattito sui consumi dell'oro nero non è destinato ad esaurirsi nel breve periodo.  


giovedì 7 marzo 2013

Gas? No, grazie

Considerando la crisi economica che attanaglia il Paese e l'aumento esponenziale della penetrazione delle RES-E nel parco di generazione italiano, constatare che i consumi di gas naturale in Italia siano in caduta libera non dovrebbe sorprendere nessuno: stando a quanto riporta Staffetta Quotidiana, i consumi sono scesi a febbraio di un 18,4% rispetto allo stesso mese del 2012, del 2,4% rispetto al 2011. Scendono di conseguenza anche la (limitata) produzione nazionale e le importazioni, aumentano invece le erogazioni da stoccaggio.

In questo quadro piuttosto desolante per il panorama gas Italia, si vengono ad inserire due eventi che hanno avuto luogo nei giorni scorsi: da un lato, c'è stata l'interruzione delle forniture di gas libico verso l'Italia tra sabato 2 e martedì 5 marzo, in seguito all'attacco, da parte di miliziani armati, dell'impianto di trattamento di Mellitah operato da ENI e NOC. Come il MSE si è prontamente speso a sottolineare, l'interruzione delle forniture attraverso il gasdotto GreenStream non ha costituito un problema per il rifornimento del mercato del gas italiano. 

L'altro evento degno di essere menzionato è il ping-pong di cargo GNL tra il rigassificatore di Rovigo e quello di Huelva in Spagna: secondo Argus, il 6 di marzo una nave metaniera proveniente dal Qatar è stata rediretta dal terminal veneto verso quello andaluso, e potrebbe essere solo il primo di una serie di carichi che subiranno la stessa sorte. 

E dicevano che l'Italia non sarebbe mai potuto diventare un hub del gas nel Mediterraneo...